martedì 8 settembre 2026

L'ANSIA PUO' DIPENDERE ANCHE DA UNA CARENZA DI SONNO

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Preoccupazione costante, agitazione, difficoltà a concentrarsi, la mente che si perde dietro un'infinità di pensieri, l'irritabilità sono solo alcuni dei sintomi con cui si manifesta l'ansia. Possono anche esserci delle reazioni fisiche come le palpitazioni e una tensione muscolare, che diventano rappresentazioni evidenti di uno stato d'ansia. 

L'ansia e il sonno—  Si tratta di una reazione naturale dell'organismo a situazione percepite come difficili, incerte o minacciose. Non è necessariamente da considerare negativa, infatti aiuta a restare vigili, reattivi, pronti ad affrontare una sfida. Quando però è troppo frequente e anche situazioni banali la generano è necessario provare a capire cosa scatena l'ansia e come affrontarla per cercare di mitigare il problema e riportarla a situazioni naturali. Secondo un recente studio anche la carenza di sonno aumenta gli stati d'ansia, ma al tempo stesso l'insonnia è una delle conseguenze dell'ansia stessa, perché le palpitazioni, l'agitazione, il continuo pensare non favorisce un buon riposo. 

Lo studio sull'ansia—  La ricerca condotta dall'Università di Melbourne ha preso 54 adulti sani e li ha divisi in due gruppi, uno ha dormito serenamente per otto ore, l'altro non ha dormito tutta la notte. Al mattino i due gruppi sono stati sottoposti a una situazione particolare in cui erano inseriti in un ambiente di realtà virtuale potenzialmente minaccioso tra stanze buie ed effetti sono inquietanti. Naturalmente i ricercatori hanno valutato le reazioni corporee dei partecipanti, come la frequenza cardiaca e la sudorazione e chi aveva riposato è riuscito ad affrontare meglio tutta la situazione. I soggetti che avevano riposato, infatti, hanno saputo adattarsi alla situazione, il loro stato di stress diminuiva man mano che familiarizzavano con l'ambiente in cui si trovavano. Al contrario i livelli di ansia negli altri sono stati sempre costanti ed elevati, indicando come i livelli d'ansia rimangano elevati a fronte di una carenza di sonno.

Regolare il ritmo cardiaco—  Secondo i ricercatori si innescherebbe una reazione difensiva primordiale per cui l'organismo identificherebbe la perdita di sonno come un segnale d'emergenza biologica utile alla sopravvivenza ma che è ovviamente meno utile in epoca moderna. Gli studiosi hanno anche notato come una maggiore variabilità della frequenza cardiaca influisce sulla percezione dell'ansia anche in presenza di privazione del sonno. Per questo alcune soluzioni capaci di migliorare la frequenza cardiaca come l'esercizio fisico, terapie cognitivo-comportamentali e la stessa igiene del sonno, possono aiutare a gestire meglio l'ansia, mitigandone l'impatto sulla salute e provando a ridurre la frequenza degli attacchi.

 

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