mercoledì 9 settembre 2026

TIAFOE E SABALENKA IN SEMIFINALE

AGLU US OPEN PARTITE EPICHE

Frances Tiafoe a New York si trasforma. Allo Us Open, lo Slam di casa, l'americano alza il suo livello in maniera drastica, basti pensare che ha appena raggiunto la terza semifinale negli ultimi cinque anni (solo Agassi, dal 2000, aveva raggiunto così tante semifinali tra i giocatori americani) battendo Alex Michelsen 5-7 3-6 7-5 6-3 7-6(6) in 4 ore e 39 minuti. 

Un match che sembrava ampiamente finito nel terzo set per il n.11 del seeding, vittima delle botte al servizio del connazionale e delle sue poderose martellate di rovescio. Qualità che hanno impedito a Tiafoe di entrare bene in partita e variare come lui ama, permettendo al 2004 n.46 al mondo di andare avanti di un break nel terzo e servire per il match. Sembrerebbe fatta, non fosse per l'enorme cuore e la capacità di Frances di esaltarsi attingendo anche alla spinta del pubblico quando gioca nello Slam di casa. E così recupera il break all'ultimo giro fino a portare anche a casa il terzo parziale, dominando di fatto il quarto avendo l'inerzia completamente dalla sua parte. Ma nel quinto deve nuovamente rincorrere un Michelsen che in risposta spesso e volentieri rimanda palle quasi impossibili da gestire. Recupera un break, da 0-3, con palle basse, corte e la furbizia di chiamare Alex in avanti, molto impacciato a rete. Frances fa forse la vera differenza sotto 4-5 al servizio, piazzando alcuni ace che spezzano le gambe alle speranze di break di Michelsen. Sul quale ad un certo punto le occasioni sprecate, e soprattutto la stanchezza, pesano. Tiafoe invece sembra non soffrirne, ed è il primo a strappare nel tie-break decisivo. Dove tiene bene o male sempre il naso avanti, servendo benissimo e approfittando di qualche imprecisione di Alex. E alla fine chiude con un bellissimo passante di dritto, mettendo la parola fine ad una partita bellissima, con Michelsen che finisce in lacrime per la delusione. Tiafoe, che lo consola da fratello maggiore, affronterà Shelton o Alcaraz in semifinale. E, da lunedì, sarà almeno n.8 del mondo.

L’urlo di Aryna Sabalenka riempie, con un forte eco, il cielo di New York. Almeno per un altro giorno, potrà ancora sperare di restare n.1 al mondo dopo il torneo. La bielorussa batte in un bel quarto di finale allo Us Open Linda Noskova, n.6 del seeding, 7-6(1) 3-6 7-6(7) per raggiungere la sesta semifinale consecutiva nello Slam americano. Dovesse vincere il torneo, sperando in un’eliminazione ai quarti di Rybakina, rimarrebbe salda alla poltrona di n.1, dove è seduta dal 21 ottobre 2024. Se la kazaka arrivasse in semifinale, scavalcherebbe invece Aryna. Ma per il momento Sabalenka deve solo festeggiare la gran vittoria contro Noskova, forte di aver recuperato un break di svantaggio nel terzo set dopo che nel secondo sembrava essere completamente uscita dalla partita, tra lamentele, errori e urla di frustrazione. Alla lunga, nel terzo, la maggiore esperienza (17esimo quarto di finale Slam) ha fatto la differenza nei confronti della campionessa di Wimbledon a favore di Aryna, con la ceca che non ha saputo gestire al meglio il vantaggio nonostante fosse chiara la flessione della bielorussa. E giovedì, contro una tra Jessica Pegula ed Emma Navarro, la tigre di Minsk giocherà la quindicesima semifinale Slam in carriera, ricordando che allo Us Open viene da tre finali, e soprattutto due vittorie del titolo, consecutive.


 

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