sabato 18 aprile 2026

E' TRA LE PIANTE PIU' VELENOSE

NON FARTI INGANNARE DAL SUO PROFUMO

(fonte Libero)

Negli ultimi anni è cresciuta la tendenza a utilizzare rimedi naturali, erbe e piante raccolte in giardino o in natura per preparazioni casalinghe, infusi e ricette tradizionali. Tuttavia, è importante ricordare che naturale non vuol dire innocuo. Uno degli errori più comuni riguarda la confusione tra alloro e lauroceraso, due piante dall’aspetto simile ma profondamente diverse per sicurezza e utilizzo. Secondo i dati del Sistema Informativo Nazionale per la Sorveglianza delle Esposizioni Pericolose e delle Intossicazioni, ogni anno si registrano diversi casi di intossicazione da lauroceraso, spesso dovuti allo scambio accidentale con l’alloro.

Alloro: la pianta aromatica sicura in cucina

L’alloro (Laurus nobilis L.) appartiene alla famiglia delle Lauraceae ed è una delle piante aromatiche più utilizzate nella cucina mediterranea. Le sue foglie sono impiegate per insaporire sughi, arrosti, legumi e brodi. Si tratta di una specie generalmente sicura, conosciuta e apprezzata sia in ambito culinario sia fitoterapico.

Lauroceraso: una pianta ornamentale tossica

Il lauroceraso (Prunus laurocerasus L.), appartenente alla famiglia delle Rosaceae, è invece una pianta ornamentale molto diffusa in giardini e siepi. La sua tossicità è dovuta alla presenza di glicosidi cianogenici, sostanze che possono liberare composti tossici nell’organismo. Tra questi troviamo prunasina, sambunigrina e amigdalina. Le parti più pericolose sono foglie, semi e noccioli dei frutti. L’unica parte considerata commestibile è la polpa matura delle drupe, che contiene solo tracce di sostanze tossiche. In alcune tradizioni locali viene utilizzata per preparare confetture e liquori tipici. È però fondamentale sottolineare che semi e foglie non devono mai essere utilizzati.

Attenzione agli animali domestici

Un aspetto spesso sottovalutato riguarda la pericolosità del lauroceraso per cani e gatti. A causa della loro massa corporea ridotta, anche una quantità minima di foglie può provocare una grave intossicazione, potenzialmente mortale. Per questo motivo è importante prestare attenzione se la pianta è presente in giardino o in aree frequentate dagli animali.

Come distinguere le foglie: guida pratica

Riconoscere le differenze tra le due specie è fondamentale. Sebbene a un primo sguardo possano sembrare simili, esistono diversi elementi distintivi. Le foglie dell’alloro sono ellittico-lanceolate, con apice acuto e forma più slanciata. Quelle del lauroceraso sono invece obovato-lanceolate, con la parte più larga verso l’estremità superiore.

Un dettaglio molto utile è il bordo della foglia:

nell’alloro è leggermente ondulato

nel lauroceraso è seghettato

Anche il picciolo cambia:

rossastro nell’alloro

verde nel lauroceraso

L’alloro presenta una rete di nervature molto evidente, incluse quelle più sottili. Nel lauroceraso, invece, si notano meno dettagli e sono presenti piccole ghiandole nettarifere sulla pagina inferiore, vicino al picciolo. Queste ghiandole sono assenti nell’alloro.

Il test del profumo

Uno dei modi più semplici per distinguerli è strofinare delicatamente la foglia.

l’alloro sprigiona un intenso profumo balsamico e canforato

il lauroceraso emana un odore simile alla mandorla amara

Quest’ultimo aroma è legato proprio alla presenza dei glicosidi cianogenici.

Conoscere per prevenire

Saper distinguere alloro e lauroceraso è fondamentale non solo per evitare errori in cucina, ma anche per prevenire intossicazioni domestiche e rischi per gli animali. Prima di utilizzare qualsiasi pianta a scopo alimentare o medicinale è sempre importante affidarsi a fonti competenti e verificare con attenzione il riconoscimento botanico. La prudenza, in questi casi, è la migliore forma di prevenzione.

 

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