(fonte Gazzetta dello Sport)
Quando decidiamo di tenere sotto controllo la nostra salute, una delle prime cose che facciamo è salire sulla bilancia e utilizzare il nostro peso come un punto di riferimento per capire a che punto siamo e come procedere da lì in avanti. Il peso da solo, però, non ci dà una panoramica completa: possiamo avere un peso nella norma ma avere comunque un rischio elevato di sviluppare diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari. Ci sono altri due punti del corpo, secondo gli esperti, che dovremmo controllare periodicamente al pari di quanto facciamo già col peso. Scopriamo quali sono e come misurarli.
Il peso corporeo è l'ovvio punto di partenza, ma dobbiamo fare attenzione a contestualizzare il risultato. Una persona normopeso, ad esempio, potrebbe nascondere un accumulo significativo di grasso viscerale, quello che si deposita attorno agli organi interni e che rappresenta uno dei principali fattori di rischio per la salute metabolica e cardiovascolare, indipendentemente dall'indice di massa corporea.
"Oggi sappiamo che si può essere normopeso e avere comunque un rischio metabolico elevato. Per questo il peso corporeo non basta", ha spiegato all'Ansa Luigi Barrea, Professore Ordinario di Nutrizione Clinica e Dietetica Applicata all'Università UniPegaso e Vicepresidente della Società Italiana dell'Obesità per la Campania. La misurazione della circonferenza addominale è uno degli indicatori più affidabili per valutare il rischio associato al grasso viscerale. Possiamo farla in piedi, con l'addome rilassato, dopo una normale espirazione: basta posizionare il metro a metà tra l'ultima costola e la cresta iliaca, l'osso superiore del bacino.
I valori di riferimento cambiano in base al sesso: nelle donne una circonferenza inferiore a 80 centimetri indica un rischio basso, tra 80 e 87 centimetri il rischio è aumentato, mentre da 88 centimetri in poi il rischio metabolico e cardiovascolare diventa elevato. Negli uomini il rischio aumenta oltre i 94 centimetri e diventa elevato sopra i 102 centimetri. Il terzo parametro da tenere sotto controllo è ancora poco conosciuto: la circonferenza del collo. Per misurarla dobbiamo metterci in posizione eretta, con il metro disposto orizzontalmente attorno al collo, appena sotto il pomo d'Adamo negli uomini e nel punto di maggiore circonferenza nelle donne, senza comprimere i tessuti.
"Una circonferenza del collo particolarmente elevata può rappresentare un importante campanello d'allarme", ha sottolineato Barrea, secondo il quale valori superiori ai 44 centimetri sono associati a un aumento del rischio di apnee ostruttive del sonno, una condizione che può avere ripercussioni sulla salute cardiovascolare. Diverse evidenze cliniche negli ultimi anni, poi, hanno evidenziato una correlazione tra aumento della circonferenza del collo, insulino-resistenza, diabete di tipo 2 e alterazioni metaboliche più ampie.
