domenica 26 luglio 2026

LUNA ALIENA

E' GRANDE QUANTO GIOVE

(fonte Libero)

Si parla di lui come di una luna aliena, ma è in realtà un oggetto grande quanto Giove che gira attorno a qualcosa che non è né una stella né un pianeta. Gli astronomi lo hanno individuato nel sistema CD-35 2722 e non sanno ancora come chiamarlo, proprio per questo la notizia della sua scoperta sta facendo tanto, tanto parlare. Secondo i dati (e i ricercatori) è la prima volta che ci troviamo di fronte a qualcosa di simile: anche se la scienza ha all’attivo oltre seimila esopianeti scoperti, non c’è mai stato un satellite extrasolare confermato con certezza. Ora un candidato c’è, sospeso a metà strada tra la luna e il pianeta.

Come è stata scoperta la luna aliena?

La scoperta è pubblicata su Nature ed è firmata da un gruppo internazionale con una presenza italiana significativa. A guidare lo studio è il dottor Kevin Hoy dell’Università Diego Portales, in Cile, affiancato tra gli altri, da eminenti esperti quali Alice Zurlo, Silvano Desidera, Raffaele Gratton e Cecilia Lazzoni, con il contributo dell’Istituto Nazionale di Astrofisica. Le osservazioni arrivano dal Very Large Telescope dell’Osservatorio Europeo Australe, in Cile, e in particolare dallo spettrografo CRIRES+. La tecnica impiegata è quella delle velocità radiali, la stessa che nel 1995 portò all’individuazione del primo pianeta extrasolare attorno a una stella simile al Sole. È la prima volta che questo metodo restituisce indizi di un satellite in orbita attorno a una nana bruna compagna di una stella. Il principio è quello di sempre: un corpo in orbita esercita una piccola attrazione sull’oggetto attorno a cui gira, che di conseguenza oscilla. Dall’analisi della luce raccolta è emerso un segnale periodico compatibile con la presenza di almeno un satellite.

Com’è la luna aliena?

Il protagonista della scoperta orbita attorno a CD-35 2722 B, una nana bruna già osservata in passato con l’imaging diretto. Le nane brune occupano una posizione intermedia tra i pianeti e le stelle: hanno massa troppo elevata per essere considerate pianeti, troppo bassa per innescare la fusione dell’idrogeno nel loro nucleo. Attorno a questo oggetto, e non attorno a un pianeta, ruota il corpo appena individuato. Il modello che meglio si adatta ai dati indica una massa minima di circa 0,9 masse gioviane e un periodo orbitale di circa 170 giorni. Niente a che vedere, quindi, con i satelliti rocciosi che conosciamo nel Sistema solare: parliamo di un oggetto grande quanto Giove che compie un giro completo in poco meno di sei mesi. Proprio queste caratteristiche rendono complicata la classificazione. Il termine adottato nello studio è esosatellite e non esoluna, perché quest’ultima parola non ha ancora una definizione formale condivisa e resta da capire se un corpo in orbita attorno a una nana bruna possa rientrare nella categoria. Nel Sistema solare la distinzione tra i pianeti e il Sole è chiara, e questo rende semplice definire le lune. In CD-35 2722 i confini tra stelle, pianeti e satelliti si confondono, e descrivere il quadro complessivo diventa un’operazione molto più delicata.

L’importanza della scoperta

Qualche candidato esoluna esiste da tempo, ma resta oggetto di discussione nella comunità scientifica. Lo stesso studio parla di evidenze e non di una conferma definitiva, e questo rende il risultato interessante soprattutto per quello che promette. La strada è già indicata: passa dallo spettrografo Andes, a guida italiana, che sarà installato sull’Extremely Large Telescope in costruzione in Cile. Con una sensibilità superiore sarà possibile applicare la stessa tecnica a un numero maggiore di pianeti e nane brune, e arrivare a satelliti di dimensioni più contenute. La scoperta racconta anche quanto possano essere vari i meccanismi di formazione dei sistemi planetari, ben oltre lo schema a cui il Sistema solare ci ha abituati.

 

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