(fonte Gazzetta dello Sport)
Era coltivato in Cina e destinato solo agli imperatori, tanto da essere chiamato “riso proibito”: oggi il riso nero è invece un alimento per tutti, salutare e nutriente. Come spiegato da un recente studio pubblicato su Frontiers in Nutrition il riso nero infatti comporta diversi benefici per la salute, in particolare per quanto riguarda la glicemia, il diabete e il colesterolo, ed è anche ricco di micronutrienti e antiossidanti: in particolare, la quantità di antocianine supera anche quella dei mirtilli.
Oltre ai macronutrienti principali (carboidrati, proteine e grassi) il riso nero contiene degli amminoacidi essenziali (triptofano e lisina), minerali (zinco, selenio e ferro) e vitamine (vitamine del gruppo B, vitamina E e beta-carotene). Contiene anche acidi grassi buoni come l’acido oleico (omega-9) e l’acido linoleico (omega-6). Tutto questo rende il riso nero un alimento nutriente e ricco di composti bioattivi.
Gli effetti antidiabetici del riso nero sono legati principalmente a due fattori. Il riso nero inibisce gli enzimi che trasformano i carboidrati in glucosio, di conseguenza questi ultimi vengono scomposti più lentamente ed entrano nel sangue in modo più graduale, riducendo il rischio di picchi glicemici. Inoltre, il riso nero riduce l’assorbimento del glucosio nell’intestino, evitando il classico picco glicemico postprandiale. L’amido resistente del presente nel riso nero amplifica questi effetti, migliorando la sensibilità all’insulina.
Il riso nero contiene antocianine, che contribuiscono a inibire l’assorbimento del colesterolo, e secondo alcuni studi hanno portato a una riduzione di circa il 22% del colesterolo “cattivo” LDL nei modelli animali.
Le antocianine presenti nella crusca del riso nero svolgono anche un ruolo di protezione delle cellule neuronali contro lo stress endoplasmatico e ossidativo indotto dalla beta-amiloide, ritenuta responsabile anche del morbo di Alzheimer.
