(fonte Gazzetta dello Sport)
vegliarsi nel cuore della notte e restare con gli occhi spalancati verso il soffitto, incapaci di riprendere sonno, è una delle esperienze più frustranti. Più diffusa di quanto si pensi e spesso il problema non è addormentarsi, ma tornare a farlo dopo un risveglio improvviso alle tre o alle quattro del mattino. Secondo l'Associazione Italiana di Medicina del Sonno, 12 milioni di persone soffrono di disturbi del sonno, tra difficoltà a prendere sonno e risvegli ricorrenti nel corso della notte. Ma forse, per interrompere questo circolo un modo c'è: Alejandro Martínez, psichiatra tra i più celebri in Spagna, con un seguito di centinaia di migliaia di persone sui social, ha condiviso online un metodo per riprendere sonno rapidamente, che si rifà a una terapia psicologica e, a suo dire, funziona.
Roteare gli occhi— "Se ti svegli nel mezzo della notte e non riesci a riprendere sonno, c'è un trucco che funziona sempre, il più assurdo che abbia mai imparato, quello che insegno a tutti i miei amici e familiari: non sono mai riusciti a farlo più di due volte senza addormentarsi", ha raccontato Martínez in un video diventato virale. Il primo passo, spiega, è resistere alla tentazione di controllare l'ora o di ripetersi che si deve dormire, pensiero che secondo lui alimenta solo la tensione e allontana il sonno. Meglio, piuttosto, una sequenza di movimenti oculari da fare restando a letto, a occhi chiusi: "Con lo sguardo portate gli occhi in alto, poi in basso. Poi a sinistra, poi a destra, e poi disegnate un cerchio in senso orario, infine nell'altro verso". Il movimento va fatto con calma, accompagnato da uno o più respiri lenti e profondi, senza fretta di arrivare in fondo alla sequenza. "Vi garantisco che difficilmente si riescono a completare più di due o tre giri prima di addormentarsi", assicura lo psichiatra.
Ispirato all'emdr— Perché funzionerebbe? Secondo Martinez il movimento sposta l'attenzione dal pensiero ossessivo del sonno verso una sensazione fisica, richiama alcuni principi dell'Emdr (la tecnica terapeutica basata sui movimenti oculari, usata nel trattamento del trauma, che coinvolge entrambi gli emisferi cerebrali) e contribuisce ad attivare il sistema nervoso parasimpatico, che è quello legato al rilassamento del corpo dopo uno stato di allerta. Lo psichiatra ammette che non esiste una prova scientifica diretta a sostegno del trucco preso da solo, ma indica alcune ragioni per cui, abbinato alla respirazione diaframmatica e a una buona routine del sonno, può comunque aiutare: interrompe il flusso di pensieri che tiene svegli, genera una leggera stanchezza agli occhi che invita a tenerli chiusi e funziona come un piccolo rituale che prepara la mente al sonno, un po' come un segnale che il corpo impara a riconoscere nel tempo. Nessuna promessa di cura, dunque, ma un gesto facile da provare quando il sonno tarda a tornare, senza doversi alzare dal letto né accendere lo smartphone.
