(fonte Gazzetta dello Sport)
Si sa, lo stile di vita è fondamentale anche per la propria salute mentale. Ma ci sono casi in cui un’eccessiva attenzione alla propria salute diventa un boomerang, e abitudini apparentemente sane possono invece peggiorare l’ansia. In particolare, gli psicologi e gli psichiatri del Newsweek hanno identificato 3 abitudini che sembrano sane e che invece possono peggiorare l’ansia, se sono associate a comportamenti sbagliati: ecco quali sono.
Lo sport può essere uno dei più importanti alleati della salute mentale, ma se da un lato può essere un modo molto efficace per gestire l’ansia, dall’altro esagerare rischia di aumentarla. Concentrarsi troppo sulle proprie prestazioni, esagerare per la smania di ritornare in forma, non concedersi mai del riposo sono tutti comportamenti che rischiano di peggiorare l’ansia, come spiegato a Newsweek dal dottor Simon Faynboym, direttore medico e psichiatra del Neuro Wellness Spa di Long Beach, California: “L’ansia si manifesta quando c’è un passaggio dall’esercizio rigenerante al sovrallenamento compulsivo. Dico spesso ai miei pazienti che l’attività fisica è uno degli strumenti con più evidenze scientifiche che abbiamo per ridurre i sintomi dell’ansia, ma quando l’esercizio diventa eccessivamente intenso e prolungato, guidato dal senso di colpa o dalla paura, può causare perdita di proteine corporee, aumentare il cortisolo basale, disturbare il sonno e mantenere il sistema nervoso in uno stato simpatico elevato, cioè di ‘lotta o fuga’”.Gli smartwatch sono dispositivi importantissimi: monitorano i parametri vitali, migliorano la produttività, possono essere programmati per lanciare degli avvisi di sicurezza e gestire patologie croniche. Dall’altra parte però bisogna evitare che l’uso dello smartwatch diventi compulsivo, perché altrimenti può aumentare l’ansia: “Controllare troppo i dati rafforza l’ipervigilanza in risposta alle sensazioni corporee, oltre a rafforzare i circuiti cerebrali di monitoraggio della minaccia. Si sviluppa un circolo vizioso in cui una persona monitora, nota un problema, monitora ancora di più e poi sviluppa più ansia” ha spiegato il dottor Thadeus Koontz, psichiatra e CEO di Human Supports of Idaho.
Mangiare bene è fondamentale per restare in salute, ma un approccio troppo rigido alla dieta può risultare controproducente e alimentare l’ansia. Come spiegato dalla National Eating Disorders Association il rischio è quello di alimentare ulteriormente l’ortoressia, l’ossessione per il consumo esclusivo di alimenti considerati sani, portando a problemi di malnutrizione anche di compromissione dei comportamenti sociali. “Piani alimentari eccessivamente rigorosi possono essere problematici se diventano rigidi o basati sulla paura, aumentando lo stress e la preoccupazione eccessiva intorno alle scelte alimentari invece di sostenere la salute della persona” ha spiegato la dottoressa Allison Gaffey, psicologa della Yale School of Medicine.
