Dieci minuti di risate non sostituiscono una passeggiata, una dieta equilibrata o le terapie prescritte dal medico. Eppure potrebbero rappresentare un piccolo "allenamento" quotidiano per il nostro organismo. È il messaggio che emerge da The therapeutic value of laughter in medicine, una revisione scientifica che ha analizzato decine di studi sugli effetti della risata in ambito medico. L'obiettivo era capire quanto ci fosse di vero nel celebre detto secondo cui "ridere è la migliore medicina". La conclusione è prudente ma incoraggiante: le prove non sono ancora sufficienti per considerare la risata una terapia, ma i benefici sul benessere fisico e psicologico sono sempre più evidenti.
La risata che mette in moto tutto il corpo— Secondo gli autori, una risata spontanea attiva contemporaneamente diversi sistemi dell'organismo: aumentano frequenza cardiaca e respirazione; cresce l'ossigenazione; e vengono coinvolti numerosi muscoli del volto, del torace e dell'addome. Terminato questo "picco", il corpo entra in una fase di rilassamento che può contribuire ad attenuare la tensione psicofisica. Secondo gli studiosi, ridere può favorire una migliore risposta allo stress, aumentare la soglia del dolore e rafforzare le relazioni sociali. Un elemento fondamentale per il benessere generale.
Una buona e necessaria abitudine— Verità: molti studi sul tema coinvolgono pochi partecipanti e utilizzano metodologie differenti, rendendo difficile stabilire con precisione l'entità dei benefici. La prudenza, quindi, è d’obbligo. La risata non deve essere considerata una cura, ma può rappresentare un intervento complementare per migliorare la qualità della vita e sostenere il benessere mentale e fisico. Nel dubbio che naviga in un’assenza di prove solide, resta scientificamente supportata un’abitudine: ritagliarsi ogni giorno una decina di minuti per guardare qualcosa che faccia davvero ridere. Ancor più sano, condividere momenti divertenti con gli amici. Un modo semplice e gratuito per prendersi cura di sé e di chi è al nostro fianco.
