È talmente tanto piccolo che, fino a non molto tempo fa, era il comune meno popoloso dell’intero Paese, con una manciata di abitanti e un patrimonio architettonico rimasto straordinariamente fedele alle proprie origini. Il suo nome è Corippo, minuscolo e antico insediamento del Canton Ticino che ora, però, può vantarsi di un qualcosa di decisamente più interessante. Con le case in pietra grigia che sembrano emergere direttamente dal fianco della montagna e ornate con finestre minute e tetti pesanti (sono talmente tanto vicine che da lontano appaiono quasi come un’unica grande abitazione), è puntellato di graziose scalinate irregolari, balconi di legno anneriti dal tempo e un campanile che supera appena le coperture circostanti. Il tutto su un ripido versante montuoso circondato da boschi e piccoli prati terrazzati, da cui poter posare il proprio sguardo sul fiabesco fondovalle.
Se a metà dell’800 contava circa 300 abitanti, la progressiva emigrazione ridusse ulteriormente la popolazione, tanto che nel 2020 con l’aggregazione dei comuni della Val Verzasca ha perso la propria autonomia amministrativa. Il suo valore storico, invece, era stato riconosciuto già nel 1975, quando il nucleo ricevette una tutela di rilevanza nazionale. Da allora è iniziata una lunga operazione di recupero che ha portato persino alla trasformazione di alcune abitazioni abbandonate in camere d’albergo.
