venerdì 9 ottobre 2026

NERVO VAGO

COME ATTIVARLO PER DIMINUIRE LO STRESS

(fonte Gazzetta dello Sport)

Parte dal tronco encefalico e si irradia lungo il collo fino al torace, dove raggiunge cuore e polmoni; poi attraversa il diaframma e si distribuisce verso l’apparato digerente. Il nervo vago costituisce una componente fondamentale del sistema nervoso parasimpatico, quello ancestrale e autonomo che regola il controllo delle funzioni involontarie del corpo, dallo stato di allerta alle condizioni di riposo, recupero e calma. Per questa ragione, da sempre, la scienza medica studia come modularne l’attività per ottenere potenziali effetti terapeutici sulla salute fisica e mentale, e perfino sui processi legati all'invecchiamento. Dalla gestione dello stress alla riabilitazione dopo un ictus, ecco che cosa sappiamo sul nervo vago e come stimolarlo per sentirsi meglio.

Il nervo vago interagisce con i meccanismi che regolano i livelli di reattività dell'organismo. In presenza di sollecitazioni che mettono sotto stress, l'attivazione vagale stimola il rilascio di sostanze chimiche ad azione calmante. Si tratta di un processo che mira a contrastare la risposta fisiologica allo stress, incluso l'aumento dei livelli di cortisolo. La stimolazione del nervo vago è stata studiata ampiamente anche per alcuni disturbi della salute mentale. Le ricerche suggeriscono che potrebbe dare una mano nel ridurre i sintomi della depressione resistente ai trattamenti; sono stati ipotizzati possibili benefici anche per alcune persone con disturbo bipolare o ansia ma, a riguardo, serviranno ancora ulteriori ricerche.

Nel 2011 uno stimolatore portatile non invasivo del nervo vago ha ottenuto la marcatura CE per il trattamento delle cefalee primarie nell’Unione europea, tra cui la cefalea a grappolo e l'emicrania. Alcuni studi indicano inoltre che la stimolazione vagale, associata ai farmaci, possa ridurre il numero degli attacchi settimanali rispetto al solo trattamento farmacologico. Il dispositivo si applica sul collo e invia una lieve stimolazione elettrica tarata sulle proprie necessità, di concerto con le indicazioni del medico. Sin dal 1994 la stimolazione vagale è un’opzione terapeutica in Unione europea, per alcune persone che soffrono di epilessia. Si tratta di un sistema impiantabile simile a un pacemaker che invia impulsi elettrici al nervo vago e che può aiutare a prevenire le crisi, soprattutto in quei casi specifici in cui la malattia non risponde ad altri trattamenti. Alcuni studi clinici indicano che la stimolazione del nervo vago, associata a un piano di riabilitazione strutturato e calibrato sulle esigenze del paziente, possa aiutare con il recupero funzionale negli individui con compromissione motoria persistente da moderata a grave agli arti superiori, in seguito a ictus ischemico. 

Uno dei modi più semplici per attivare il nervo vago è praticare regolarmente la respirazione profonda, prolungando l’espirazione. Il trucco è far durare quest'ultima il doppio dell’inspirazione. Una delle tecniche più utilizzate è la cosiddetta "4-7-8", che funziona così:

Inspirare con il naso contando mentalmente fino a quattro. 

Trattenere il respiro per un intervallo pari a sette secondi. 

Espirare attraverso la bocca completando un conteggio fino a otto.

È importante svolgere almeno otto cicli completi di respirazione profonda, da ripetere almeno due volte al giorno, in particolare nelle fasi di maggiore stress.


 

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