lunedì 2 novembre 2026

UNA GIOVANE FISICA VUOLE RISCRIVERE LA STORIA DELL'UNIVERSO

E' LA NUOVA EINSTEIN?

Una giovane fisica sta conquistando l’attenzione del mondo scientifico con un’ambizione che sembra uscita da un romanzo: riscrivere completamente il nostro modo di comprendere l’Universo. C’è già chi la paragona ad Albert Einstein, evocando una nuova possibile rivoluzione in grado di cambiare le regole della realtà. Ma chi è questa ricercatrice, che cosa propone di così sorprendente e perché le sue idee stanno facendo discutere anche i grandi nomi della scienza?

Chi è Sabrina Pasterski, la giovane fisica paragonata ad Albert Einstein

Andiamo con ordine e partiamo dal principio. Quella che stiamo per raccontarvi è la storia di Sabrina Gonzalez Pasterski. Nata a Chicago nel 1993 e appassionata di aeroplani sin da bambina, ha saputo tramutare i suoi interessi in una tra le più affascinanti carriere della fisica teorica.

Da adolescente, infatti, Sabrina assemblò un piccolo velivolo partendo da un kit, imparando a conoscere motori, materiali e principi del volo. Un’impresa insolita per una ragazza che ancora doveva solo prendere la patente. Ma, oggi, quella stessa curiosità che la portava a ingegnarsi per imparare a costruire un velivolo volante è quella che la spinge a interrogare lo spazio-tempo.

Quando presentò domanda al Massachusetts Institute of Technology, il prestigioso MIT, però, non fu subito ammessa, ma venne inserita in una lista d’attesa. A convincere l’università contribuirono però di certo le immagini del suo aereo. Una volta entrata, quindi, Pasterski passò dall’ingegneria aerospaziale alla fisica e completò gli studi nel 2013, tre anni dopo l’iscrizione, con una media perfetta di 5 su 5.

Il passo successivo fu Harvard, dove conseguì il dottorato nel 2019 sotto la guida di Andrew Strominger, uno dei maggiori studiosi di gravità quantistica. Le sue ricerche sulle onde gravitazionali e sulle simmetrie dello spazio-tempo attirarono l’attenzione della comunità scientifica. Alcuni suoi lavori furono citati persino da Stephen Hawking.

Dopo un’esperienza a Princeton, è entrata al Perimeter Institute canadese, dove guida un gruppo di ricerca impegnato su una domanda enorme: è possibile trovare un linguaggio comune per le leggi dell’infinitamente grande e quelle dell’infinitamente piccolo?

La teoria rivoluzionaria dell’olografia celeste: e se l’Universo fosse un ologramma?

È qui che entra in scena l’olografia celeste, il progetto più visionario associato al nome di Pasterski. L’idea, detta in parole semplici, è che eventi e interazioni del nostro Universo possano essere descritti attraverso informazioni matematiche collocate su una superficie ideale a due dimensioni, la cosiddetta sfera celeste, considerata a distanza infinita. Forse sembra fantascienza, ma il principio richiama quello di un ologramma: un’immagine apparentemente tridimensionale che nasce da informazioni registrate su un supporto bidimensionale. La posta in gioco è gigantesca. Da oltre un secolo la relatività generale di Einstein racconta come la gravità deformi lo spazio-tempo, mentre la meccanica quantistica spiega il comportamento delle particelle. Entrambe funzionano straordinariamente bene nei rispettivi domini, ma farle convivere in un’unica teoria resta una delle grandi sfide della scienza. Pasterski prova ad affrontarla studiando le simmetrie e le tracce permanenti che le onde gravitazionali possono lasciare nello spazio-tempo: effetti di memoria che suggeriscono collegamenti profondi tra fenomeni apparentemente diversi. Al Perimeter Institute ha fondato la Celestial Holography Initiative proprio per sviluppare queste intuizioni con altri specialisti.

Se questa strada si rivelasse fruttuosa, potrebbe offrire strumenti matematici del tutto inattesi per descrivere perfino i buchi neri.

 

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